Con grande e colpevole ritardo, ed evitando la prima puntata di Pippo Holmes, storia che preferisco leggere tutta d'un fiato, spendo due parole sul numero di Topolino uscito l'8 maggio, la cui copertina, a cui è abbinata la storia d'apertura, mostra una versione papera di Jannik Sinner: è una scelta strana perché, se durante la direzione De Poli questa pratica era normale, Bertani l'ha ridotta sempre di più, lasciando ai cosiddetti vip "paperizzati" soltanto lo spazio di un articolo.
La storia con protagonista tale Quacknik Spinner, affidata a Roberto Gagnor, risulta un'avventura tutto sommato piacevole e non risulta, come rischiava, essere stucchevole o melensa. La vicenda è ben presentata, i personaggi interagiscono con grande naturalezza con il loro nuovo comprimario, la conclusione soddisfa e stupisce. L'unica nota dolente è rappresentata dai disegni di Perina, molto altalenanti: se alcune espressioni sembrano particolarmente riuscite, altri volti sono quasi irriconoscibili. Non aiutano i colori di Ilaria Castagna, spesso troppo saturi per la quantità di dettagli in scena.
Questo l'indice del numero:
Zio Paperone e il coach inconsueto
Soggetto e sceneggiatura di Roberto Gagnor
Disegni e chine di Alessandro Perina
Colori di Ilaria Castagna
Pippo Holmes in: Una salsa in rosso (episodio 1 di 2)
Soggetto e sceneggiatura di Bruno Enna
Disegni e chine di Paolo Mottura
Colori di Emanuele Virzì
Zio Paperone e la regale ispirazione
Soggetto e sceneggiatura di Alessandro Sisti
Disegni e chine di Alessandro Perina
Colori di Martina Andonova
Topolino e la Spectralia antartica (episodio 3 di 3)
Soggetto, sceneggiatura e disegni di Casty
Chine di Michela Frare
Colori di Manuel Giarolli
Come si nota, Alessandro Perina compare due volte su questo numero, perché illustra anche una piacevole storia di Sisti dedicata e ambientata alla Reggia di Caserta, collegata al pubbliredazionale uscito sul numero precedente. C'è stata forse qualche confusione, perché il numero di cui parliamo oggi ospita invece un articolo pubblicitario sull'Archivio di Stato di Napoli, nonostante il ciclo di storie dedicato all'archivistica sia iniziato sul 3570: che nulla collegava e riferiva l'uno all'altro storie e redazionali. L'avventura è di stampo classico, sempre godibile, e a ciò aiuta un tratto vagamente più ispirato del disegnatore veronese nonché una maggiore cura nel colore di Andonova.
Il pezzo forte dell'albo è però sicuramente il finale della Spectralia antartica di Casty. L'avventura si chiude con una grande spiegazione che sopisce molti dubbi, ma la lettura di queste tre puntate lascia l'amaro in bocca, qualcosa di insoddisfacente.
Le vicende di Atlantide, della Spectralia e dei Cinereon sono intrecciate e narrate con abilità, intrigano, coinvolgono, stimolano la mente. La commistione di avventura e comicità, che nella prima puntata non mi convinceva, si è ridotta con l'entrata nel vivo della narrazione. I disegni e i colori sono meravigliosi: le vignette o gli splash panel panoramici catturano l'occhio, che va i cerca di quanti più dettagli è possibile trovare, le movenze e le espressioni dei personaggi sono eleganti, comiche o tragiche al punto giusto, richiamano Gottfredson e Scarpa.
La storia però corre troppo. Le vicende e le informazioni si affastellano, gli ambienti e i comprimari ci compaiono davanti agli occhi, e noi perdiamo di vista il terzetto protagonista: Topolino, Eurasia e Pippo, e i primi due soprattutto, sono meri spettatori dello scorrere degli eventi, per scoprire il quale loro risultano solo un pretesto. Ne risultano tre personaggi mosci e un po' anonimi, tra i quali solo Pippo ha davvero qualche guizzo interessante, e in balia di una vicenda che va avanti veloce. Avrebbero giovato anche solo alcune vignette mute, che lasciassero parlare le immagini, nelle sequenze in cui si scoprono i vari spazi della Spectralia o di Aztlan.
Solo il finale, molto bello, si lascia andare più spassionatamente alle emozioni e alla riflessione, ma non è abbastanza per una storia che sì è piacevole, ma non rappresenta un capolavoro nella produzione di Casty.
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