Don Abbondio paradigma comportamentale
Don Abbondio non ha di che sentirsi lusingato dalle dimostrazioni d'affetto che il Manzoni esprime nei suoi confronti: i numerosi «nostro» a lui riferiti o le ripetute manifestazioni d'empatia sono conseguenza della posizione di Abbondio rispetto alla linea che, nella mente dell'autore, separa gli eroi e gli umili dagli antagonisti, i biasimevoli o malvagi. Don Abbondio, ovviamente, sta dalla prima parte. Il nostro curato appartiene infatti a quella schiera di eroi che hanno come attributo un'emozione, una qualità, uno stato d'animo. Così Achille dell'ira, così Odisseo dell'astuzia, come Abbondio della rassegnazione: il sentimento più intelligente, poiché frutto di un analitico e consapevole ragionamento (nel caso del curato, «comprendere che la peggiore condizione, a que' tempi, era quella d'un animale senza artigli [...]»); al quale segue una doverosa scelta, che segna una volta il corso degli eventi affinché non si stravolga più (obbedire «ai par...