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Visualizzazione dei post da 2024

Don Abbondio paradigma comportamentale

 Don Abbondio non ha di che sentirsi lusingato dalle dimostrazioni d'affetto che il Manzoni esprime nei suoi confronti: i numerosi «nostro» a lui riferiti o le ripetute manifestazioni d'empatia sono conseguenza della posizione di Abbondio rispetto alla linea che, nella mente dell'autore, separa gli eroi e gli umili dagli antagonisti, i biasimevoli o malvagi. Don Abbondio, ovviamente, sta dalla prima parte. Il nostro curato appartiene infatti a quella schiera di eroi che hanno come attributo un'emozione, una qualità, uno stato d'animo. Così Achille dell'ira, così Odisseo dell'astuzia, come Abbondio della rassegnazione: il sentimento più intelligente, poiché frutto di un analitico e consapevole ragionamento (nel caso del curato, «comprendere che la peggiore condizione, a que' tempi, era quella d'un animale senza artigli [...]»); al quale segue una doverosa scelta, che segna una volta il corso degli eventi affinché non si stravolga più (obbedire «ai par...

Attilio Mazzanti e la dilogia del televisore

Su  I grandi classici Dinsey numero 103 il curatore Pier Luigi Gaspa dedica alcune pagine ad Attilio Mazzanti , autore meteora del mondo calisotiano ma ben più prolifico su altri lidi, spesso sotto lo pseudonimo di Alex Murray. Le sue poche storie, appena undici, pubblicate su Topolino  e Almanacco , rivelano spesso un gusto per l'esotico e in particolare per la fantascienza , genere prediletto dell'autore genovese, cui appartengono due delle vicende sceneggiate da Mazzanti e riproposte nel volume. Le commentiamo di seguito in quanto legate da un fil (o meglio, un  écran ) rouge  molto particolare. Astralpippo n. 9999! (disegni di G. B. Carpi) è una storia molto particolare, che mescola ambientazioni oniriche e personaggi fantasiosi: la tematica centrale è la fantascienza dei viaggi spaziali tipica di quegli anni, in cui il rinnovato interesse per il cosmo, dovuto alle sperimentazioni di USA e URSS, aveva portato a una ripresa e rinnovamento del genere. Questa ...

Topolino 3573-3580: tra isole nascoste, compleanni e sonnambulismo, prevale comunque Zio Paperone

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 Ho due buoni mesetti di Topolino libretto su cui non ho scritto niente, in parte perché non li ho letti, in parte perché non ne ho trovato il tempo e le parole. La mia attività di lettore prosegue comunque con vari recuperi: ho acquistato di recente i diciotto volumi della serie bianca de I Maestri Disney , due Grandi Autori  dedicati a Martina e Scarpa e altri numeri di testate varie, che ho già iniziato a leggere.  Lascio comunque qualche riga sulle storie dei numeri dal 3573 al 3580: spero che questo grande pastone possa essere spunto per una riflessione diversa su Topolino , che esuli dalla stagna recensione settimanale: così come analizziamo le altre età del fumetto Disney italiano a "periodi" (c'è chi parla di epoca d'oro, chi di classicismo disneiano…), potremmo iniziare a farlo anche con quella attualmente in corso. Otto numeri dell' epoca bertaniana  sono un valido campione per capire a fondo la prima maturità di questa gestione, iniziata nel 2019...

Battiato e fumetti Disney

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Sappiamo che il fumetto Disney, in particolare quello prodotto in Italia, è da sempre un limpido specchio delle mode, delle tendenze e dei costumi della società. Non è perciò difficile pensare che uno dei più grandi cantautori, se non il più grande, della musica italiana sia stato ospitato sulle pagine delle testate disneiane: questo post, in continuo aggiornamento, si propone perciò di catalogare tutte le occasioni in cui gli albi Disney hanno dato spazio a Franco Battiato , fra articoli, riferimenti e citazioni. Di ogni record si forniscono:  la data;  il codice I.N.D.U.C.K.S. (se previsto per il contenuto, altrimenti quello della pubblicazione in cui esso compare, nel formato xx/YY 1234 ) e il titolo; una breve descrizione, con la collocazione precisa del riferimento all'interno del contenuto (e.g. tavola e vignetta o numero di pagina); l'opera di Battiato citata; la fonte (poiché molte segnalazioni non sono opera mia, ma vengono dalla rete), con una mia conferma o an...

Topolino 3572: il finale di Casty, Sinner e un doppio Perina

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Con grande e colpevole ritardo, ed evitando la prima puntata di Pippo Holmes, storia che preferisco leggere tutta d'un fiato, spendo due parole sul numero di Topolino uscito l'8 maggio, la cui copertina, a cui è abbinata la storia d'apertura, mostra una versione papera di Jannik Sinner: è una scelta strana perché, se durante la direzione De Poli questa pratica era normale, Bertani l'ha ridotta sempre di più, lasciando ai cosiddetti vip "paperizzati" soltanto lo spazio di un articolo. La storia con protagonista tale Quacknik Spinner, affidata a Roberto Gagnor, risulta un'avventura tutto sommato piacevole e non risulta, come rischiava, essere stucchevole o melensa. La vicenda è ben presentata, i personaggi interagiscono con grande naturalezza con il loro nuovo comprimario, la conclusione soddisfa e stupisce. L'unica nota dolente è rappresentata dai disegni di Perina, molto altalenanti: se alcune espressioni sembrano particolarmente riuscite, altri volti ...

Topolino 3571: delusione al castello

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Questo numero di Topolino è forse uno dei più esemplificativi della direzione Bertani, per fumetti, rubriche e impostazione generale. Solo tre storie, tutte lunghe, tutte avventure di ampio respiro e con una particolare cura grafica. Rubriche scarse, e quasi sempre contigue a ciò di cui si tratta nelle storie. Addirittura le testate hanno con la produzione inedita di Topolino uno stretto rapporto: delle quattro vicende (contando anche l'autoconclusiva finale) di quest'albo, tre verranno presto ristampate in volumi di lusso, da fiera, libreria o fumetteria. Le conseguenze di una tale visione del settimanale sono tante e difficilmente analizzabili in poche righe: sicuramente la qualità media delle storie ne guadagna, soprattutto nell'impatto visivo dell'opera, che, a differenza di quanto poteva accadere anche solo qualche anno fa, offre sempre disegni e colorazioni ottimi, se non stupendi. Nonostante ciò, le sceneggiature non sono sempre all'altezza, e spesso anche le...

La Nona di Beethoven, duecento anni dopo

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A Vienna, esattamente duecento anni fa, il 7 maggio 1824, era un venerdì. Al Kärntnertortheatrer , il Teatro di Porta Carinzia, lo stesso in cui cinque anni dopo avrebbe fatto il suo debutto viennese un tale Chopin, si tiene la prima esecuzione della Nona di Ludwig van Beethoven.  La Sinfonia n. 9 in Re minore per soli, coro e orchestra, op. 125 , detta più brevemente Nona o Sinfonia corale, è da tutti conosciuta per contenere la messa in musica di un'ode del poeta tedesco Friedrich Schiller, An die Freude , Alla gioia, che è sicuramente il brano più conosciuto dell'opera, anche perché l'Unione europea ha fatto della sua versione strumentale il proprio inno. Beethoven in effetti conosceva l'ode di Schiller, pubblicata nel 1786, grazie a un amico del poeta che insegnava a Bonn nella stessa università in cui Ludwig frequentava le lezioni di filosofia, e già dal 1793 sappiamo che ne avesse in mente un adattamento musicale. Il tempo propizio arriverà solo molti decenni dopo...

Topolino 3570: il nuovo kolossal di Casty

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Stavolta ho cambiato approccio nei confronti delle storie a puntate: l'avventura di Casty, avendone letto il breve prologo nello scorso numero, mi stuzzicava troppo per essere lasciata lì fino all'8 maggio, perciò ho deciso che d'ora in poi leggerò episodio per episodio, recuperando di volta in volta quelli precedenti. Fatta eccezione per i meravigliosi disegni, la Spectralia antartica  per adesso non mi intriga. La vicenda scorre tranquilla, si aprono strade e si delineano nuovi personaggi, luoghi e tempi; ma si alternano momenti di avventura e coinvolgimento emotivo a situazioni comiche che a volte risultano fuori luogo. Mi è sembrato quasi che l'autore esitasse a scrivere una storia 'impegnata'. Queste impressioni iniziali dovrebbero smentite dai prossimi episodi, in cui il racconto si svilupperà maggiormente. L'indice del numero è il seguente: Topolino e la Spectralia antartica (episodio 1 di 3) Soggetto, sceneggiatura, disegni e supervisione colore di ...

Topolino 3569: streghe e corsari

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Mi sono deciso finalmente a recuperare i tre episodi de Il mondo di ghiaccio : la curiosità era troppa per aspettare fino all'uscita di Topolino 3570, che conterrà l'ultimo episodio. La storia che ho letto finora è davvero avvincente. Ben scritta, soprattutto nei dialoghi, e ottimamente congegnata: è il primo capitolo che leggo, del nuovo ciclo su Amelia e le sue amiche "streghe vulcaniche", eppure nel mezzo di una vicenda elaborata sono riuscito a conoscere e riconoscere subito la pletora di nuovi personaggi che animano il mondo streghesco, di sicuro anche grazie alla loro caratterizzazione fisica, che non è forse opera di Giuseppe Facciotto ma viene da questi magistralmente interpretata. Lo stesso è avvenuto con quegli elementi del mondo magico di turno che spesso nei libri fantasy vengono presentati barbosamente e improficuamente. Enna invece è stato capace di inserire nel racconto luoghi, figure, consuetudini e archetipi dell'ambientazione stregata in maniera ...

Topolino 3568: universi sconosciuti

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Il mio secondo passaggio di questo "ritorno" al fumetto Disney non si è rivelato all'altezza del precedente. Questo l'indice: Il mondo di ghiaccio - Amelia oceanica contro le Streghe vulcaniche (episodio 2 di 4) Soggetto e sceneggiatura di Bruno Enna Disegni e chine di Giuseppe Facciotto Colore di Manuel Giarelli Topolino e l'albero della verità (primo e secondo tempo) Soggetto e sceneggiatura di Francesco Artibani Disegni di Lorenzo Pastrovicchio Chine di Michela Frare Colore di Putra Shan Bin Bin Abd Jalil Pianeta Paperino - La vecchia carretta Soggetto e sceneggiatura di Vito Stabile Disegni e chine di Marco e Stefano Rota Colore di Diana Laudando La grande mitologia papera - Il filo di Paperarianna Soggetto e sceneggiatura di Luca Barbieri Disegni e chine di Emmanuele Baccinelli Chine di Michela Frare Colore di Francesca Vivaldi Dello strano 3568 ho apprezzato la breve di Vito Stabile che ricalca, ma con un occhio moderno, le ten pages . I disegni di Rota sono...

Topolino 3567: il mio ritorno

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Era da un po' che non prendevo in mano Topolino, e complici la riapertura del forum del Papersera, rimasto in pausa per qualche mese a causa di vicissitudini legali, e i 75 anni di libretto, fondato il 7 aprile 1949, ho deciso in queste settimane di tornare in edicola. Lascio qualche riflessione sul numero celebrativo, il 3567. L'indice è questo: La ciurma del Sole Nero - Rapsodia in verde  Soggetto, sceneggiatura, disegni, chine e supervisione colore di Marco Gervasio Colori di Irene Fornari Il mondo di ghiaccio - Amelia oceanica contro le streghe vulcaniche (episodio 1 di 4) Soggetto e sceneggiatura di Bruno Enna Disegni e chine di Giuseppe Facciotto Colori di Manuel Giarolli Paperina, Paperino e l'arte della pignatta Soggetto e sceneggiatura di Giulio Gualtieri Disegni e chine di Ottavio Panaro Colori di Martina Andonova Qua & i Bumpers - Un chitarrista di troppo Soggetto e sceneggiatura di Giorgio Salati Disegni e chine di Mattia Surroz Colori di Ilaria Castagna e ...

Morgan e una doppia canzone di Guccini

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Guardavo oggi un video su YouTube : Morgan era ospite di un certo Davide Boscacci a non so quale evento sulla pubblicità — non ho voluto approfondire più di quanto era contenuto nel video stesso. Il tema della loro chiacchierata era "dieci domande scomode": inutile dire che il conduttore, a dire vero un po' vuoto, gliene ha poste appena due o tre, e di queste nessuna era scomoda. Morgan è entrato sorreggendosi con una stampella, indossando un completo a tre pezzi coi pantaloni a strisce verticali, sfoggiando un'insolita chioma lunga e bianca a metà tra Beethoven e Drusilla Foer, beninteso senza offesa per i due poveretti, e mostrando segni evidenti di una particolare allegria. Insomma, il povero Davide l'ha beccato in un buon  momento e ha parlato forse un minuto sui quarantacinque che compongono l'intervista: Il discorso, prendendo avvio da una risposta di Morgan sulla pubblicità, si è dipanato poi su temi filosofico-ontologici e artistici di rilievo. Il perc...

Hic incipit

Benvenuti. Spero che siate comodi, che l'azzurro diffuso vi rilassi e che il font sia di facile lettura. Questo è il mio spazio. Qui mi esprimo con il mezzo che mi viene più semplice e mi riesce meglio: la scrittura (figuratevi gli altri!). Qui depositerò riflessioni, opinioni, recensioni, resoconti.  Stralci della mia vita artistica e culturale, che si destreggia fra lingue classiche, storia, letteratura, fumetti (Disney in particolare), musica classica, cantautorato, politica.  È, ovviamente, tutto in perpetuo progredimento. Ogni cosa qui subisce continue modifiche; nulla può essere fissato con la parola scritta. Questo luogo non serve a incidere opinioni e fatti sulla pietra, ma a rifletterci più a fondo, perché scrivere un pensiero è come ruminarlo, come usare un piccolo scalpello per rifinire il proprio blocco di pietra. Nessuna pretesa di successo (anche perché, chi li legge più i blog nel 2024?), anche perché più aumentano i visitatori di un sito, più aumentano quelli s...